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fuorivista
cinema
13 aprile 2010
Dedicato ad Alida Valli

Nel contesto di PRIMAVERANDA 2010 a Budrio (Bologna), Fuorivista Cinema e Multimedia propone alcune iniziative culturali intese a ricordare e diffondere la conoscenza di una grande artista internazionale, Alida Valli (che abitò molti anni a Budrio, in Provincia di Bologna) paragonando la sua celebre bellezza e qualità artistica a una rosa profumata. Verrà dunque dedicato un fiore dal maestro giardiniere Carlo Pagani - una rosa ottocentesca particolarmente rossa e profumata ad Alida Valli - per sottolinearne il fascino (anche in considerazione della canzone “Ma l’amore no... L’amore mio non può, disperdersi nel vento, con le rose...” presente nel celebre film (1942) di Mario Mattòli, “Stasera niente di nuovo”) e per ricordare una donna che nella sua lunga carriera ha seguito un percorso non convenzionale e certamente rappresentativo (grazie alla varietà dei ruoli interpretati) del cambiamento e dell’evoluzione della figura femminile nella societàInfo: www.fuorivista.eu  051 374327

 

BUDRIO, 21 APRILE 2010 ORE 20,30 BIBLIOTECA COMUNALE VIA GARIBALDI 39, BUDRIO (BO)“Ma l’amore…no” IL SOGNO DELLA ROSA E L’ANIMA DELLA VEGETAZIONE SACRA - Simboli, Miti e Tradizioni, dall’antichità al contemporaneo (Arte, musica, letteratura, poesia, scienza, mass media). Ne parlano con Fuorivista, il Laboratorio Perm. Studi sullo Sciamanesimo (Unibo) e Paola Goretti, antichista e storica del costume.

BUDRIO, 26 APRILE 2010 ORE 21,00 TORRI DELL’ACQUA, VIA BENNI 1, BUDRIO (BO). “Ma l’amore… no”. Proiezione del film “STASERA NIENTE DI NUOVO” di Mario Mattòli (1942), con Alida Valli. Ne parlano con Fuorivista (Sara FIori e Fabio Matteuzzi) in ricordo di Alida Valli e Mario Mattòli, il regista e attore Pier Paolo De Mejo, nipote dell’attrice e i critici Piero Di Domenico e Steve Della Casa.

BUDRIO, 5 MAGGIO 2010 ORE 20,30 BIBLIOTECA COMUNALE VIA GARIBALDI 39, BUDRIO (BO). “Ma l’Italia... sì” RISORGIMENTO E CINEMA, protagonista Alida Valli. Ne parlano con Fuorivista, lo storico Prof. Alberto Preti (Unibo), Fabio Matteuzzi e Sara Fiori. Momenti scelti da: “Senso” di Luchino Visconti; “Piccolo Mondo Antico” di Mario Soldati; “Oltre l’amore” di Carmine Gallone. 


BUDRIO, 25 APRILE 2010, ORE 17,00 PRESSO GARDEN CENTRE FLORA 2000 DI BUDRIO (BO). Saluto delle Autorità e dedica del maestro giardiniere Carlo Pagani di una ROSA ROSSA ad Alida Valli, in compagnia del regista e attore, Pier Paolo De Mejo, nipote di Alida Valli.


cinema
12 giugno 2009
Cinema d'acqua. Il Po e i suoi orizzonti
 

Emilia-Romagna P.zza XX Settembre 7 Bologna

www.legambienteonline.it

FUORIVISTA Semestrale di Cinema e Multimedia www.fuorivista.eu

Cinema d'acqua. Il Po e i suoi orizzonti

16 23 30 GIUGNO 2009 ore 21 P.zza XX Settembre 7 Bologna INGRESSO GRATUITO

Non ci sono solo alcuni grandi film che tutti noi ricordiamo o alcuni grandi autori che hanno ambientato loro opere sul fiume Po e nella valle Padana. Questi territori, questi luoghi, continuano a suscitare molta attenzione in ambito cinematografico, ma anche più estesamente artistico: la pittura, la scultura, la letteratura ne sono state attratte.

In questa breve rassegna, realizzata dalla rivista FUORIVISTA e dall'Associazione Caracult in collaborazione con LEGAMBIENTE Bologna, verranno presentati tre film nelle cui corde vibrano sia approcci documentaristici, sia tensioni creative che avvicinano la fiction senza in realtà abbandonarvisi. Tre film che ci donano immagini del Po e della pianura lontano dalle standardizzazioni. Soprattutto ci mostrano, a un tempo, il presente e il passato. Le trasformazioni viste attraverso chi continua a vivere e lavorare in questi territori.

La storia di questo territorio e del suo fiume vive nelle persone che lo hanno abitato e che lo abitano. I tre film s’integrano a vicenda. Dalla campagna cremonese alla foce del grande fiume, scendiamo lungo un paesaggio irriducibile. Come se il Po e la sua valle trasmettessero sempre la presenza di un limite, di un paesaggio estremo, e in questo trovano spazio sia le difficoltà di vita e di lavoro, sia la carica immaginaria che le trasfigura. È l'orizzonte, o meglio, come interpretiamo noi, gli orizzonti che si aprono e si chiudono davanti ai cineasti affascinati da questo territorio. Il malessere o il benessere del fiume si lega a quello dei suoi abitanti e dei suoi visitatori. Ciò che il fiume sa unire risulta estremamente forte, per esempio, in un film quale Filo di luce di Michele Fasano, in cui, per i lavoratori sikh della attuale pianura emiliano-lombarda, il fiume Po si collega idealmente (e infine materialmente) con il sacro Gange.

Nel nostro percorso abbiamo scelto di porre una grande attenzione nei confronti dell'acqua.

Acqua come risorsa e bene comune. Tutto ciò che si svolge attorno al Po finisce sempre per guardare al fiume, qualsiasi vicenda ne è attratta come da un magnete. Se c'è qualcosa che accomuna questi tre film, senz'altro diversi per tanti aspetti è proprio questo. In ognuno è espresso un legame insopprimibile con l'acqua e con la presenza del fiume, che come tutti i corsi d'acqua ha il destino di unire e di dividere (f. m.).

La rassegna si apre il 16 giugno 2009 con la proiezione del film Un metro sotto i pesci realizzato da Michele Mellara e Alessandro Rossi. Prodotto nel 2006, continua il suo percorso che lo ha portato in numerosi festival, specializzati e no, dove ha ottenuto consensi e riconoscimenti. Ambientato nel delta del Po, il film sa dare un quadro molto efficace di ciò che è cambiato e di ciò che è rimasto legato al proprio passato in queste terre.



Il 23 giugno 2009 vedremo un film realizzato da Gianni Celati. Celati, scrittore noto e amato, ha attraversato fisicamente e letterariamente le terre del Po. Non ci sono soltanto i suoi libri peraltro molti noti e di successo, come Narratori delle pianure e Verso la foce (pubblicati da Feltrinelli), ma anche queste prove cinematografiche documentarie che dagli anni Novanta ci mostrano un Celati cineasta, legato dunque non unicamente alla parola, ma anche all'immagine. Immagine di un fiume e della sua valle dove non c'è il vivo desiderio di appropriarsene, bensì di trasmettere una pluralità di sguardi, a cominciare da quella del fotografo Luigi Ghiri, al quale Celati ha dedicato uno dei suoi documentari padani: Il mondo di Luigi Ghirri (prodotto nel 1999). Prima di allora vi era stato Strada provinciale delle anime (1991) che dietro questo titolo poetico reca il forte legame con il libro Verso la foce. Infine, più vicino a noi, Visioni di case che crollano (2003) reca l'attenzione alla campagna come "luogo della distruzione".

Chiude la rassegna il 30 Giugno 2009, Filo di luce. Appunti per un film sul senso del luogo di Michele Fasano, girato nel 2004.

All'interno di questa breve rassegna scorre un percorso quasi involontario, in ogni serata l'attenzione è portata su un particolare tratto del fiume e della sua campagna. Dal delta risaliamo fino a Cremona. In ognuno di questi sguardi c'è un percorso a ritroso, eppure, lo sguardo non può che essere rivolto al presente. Ci è sembrata dunque una buona occasione avvicinare questi tre film e accompagnare ogni visione con la partecipazione di chi, a vario titolo ha svolto un ruolo nella produzione (o distribuzione) dei film.

TRE MARTEDÌ ore 21,00 16 23 30 GIUGNO 2009

Legambiente Emilia-Romagna P.zza XX Settembre 7 Bologna

Tel. (051) 241324, Fax (051) 4210514 INGRESSO GRATUITO

www.caracult.it www.fuorivista.eu fuorivista@gmail.com

16 giugno 2009

Un metro sotto i pesci - reagia di Michele Mellara e Alessabdro Rossi, prod. Mammut Film, durata 58'.
Realizzato nel 2004 è un documentario poetico ambientato nel Delta del Po. Protagoniste le persone che vivono e hanno vissuto in questa zona, con un legame fortissimo con il grande fiume. E' un viaggio sia nella memoria, che nel presente. Il film è stato recentemente premiato con il Secondo Premio al Delta Film Festival. Ne parlano Laura Simoni (Legambiente), Fabio Matteuzzi (Fuorivista) e Piero di Domenico (Ermitage Cinema), distributore del DVD.

23 giugno 2009

Strada provinciale delle anime - regia di Gianni Celati, prod. Pierrot e la rosa, durata 59’. È stato realizzato nel 1991 ed è un viaggio in corriera verso la foce del Po. Il film è legato al libro "Verso la foce" dello stesso Celati nonché all'estetica di Luigi Ghirri. Ne parlano Fabio Matteuzzi (Fuorivista), Ferdinando Amigoni (Docente di Letterature Comparate - Unibo) e Jean Talon (traduttore). Le domande verranno poste da Domenico Donaddio (Fuorivista).

30 giugno 2009

Un filo di luce - regia di Michele Fasano, prod. Sattva Film, durata 56’. il film è stato realizzato nel 2004 nell'area padana del cremonese. E' realmente molto interessante. I protagonisti sono immigrati sikh che vivono e lavorano nelle campagne un tempo abitate e "lavorate" dai nostri contadini. Il tutto visto con gli occhi di una bambina. L'acqua e il Po sono presenti. Non solo ma il film trasmette un legame, attraverso la cultura di queste persone, tra il Po e il Gange. 
E' un film di finzione, realizzato tuttavia con attori non professionisti. Nel DVD c'è inoltre un interessante filmato di Ghisleri che negli anni Settanta fece riprese e realizzò un documentario. La particolarità è che il documentario fu girato esattamente nello stesso luogo dove Fasano ha girato il suo film.
Ne parlano Fabio Matteuzzi (Fuorivista) e Michele Fasano.

cinema
11 gennaio 2009
fuorivista
Le migliori idee diventano ossessioni, nel bene e nel male. L'idea di fare rinascere il semestrale Fuorivista, di darle nuove opportunità di vita (anche attraverso ciò che può offrire il web, tramite il sito www.fuorivista.eu o questo blog), di intrecciare il proprio percorso con le trasformazioni che avvengono dentro e fuori l'ambito cinematografico senz'altro lo è. 
Nata nel 1998, ferita gravemente nel 2000, anche a seguito della perdita improvvisa del suo fondatore, Ennio Castaldini,  Fuorivista ha ripreso la sua attività con l'ambizione di farsi carico di un ruolo: di essere luogo di approfondimento, di discussione, in cui la passione cinematografica possa trovare un ulteriore spazio. Spazio aperto che prende avvio intitolandosi a una piccola e marginale modalità di ripresa (il fuori vista, appunto) per essere in realtà luogo aperto, in primo luogo a favore di interventi, studi e approfondimenti interdisciplinari. 
Sempre più occuparsi di arte e cultura, in Italia, è un'attività di volontariato. Così viene intesa abitudinariamente. L'idea di politica culturale è assente, perché assente ne è il dibattito, nel migliore dei casi limitato, costretto e ghettizzato nei discorsi degli (e per gli) "specialisti".
Eppure il cinema, se è arte, se è spettacolo, è una delle manifestazioni dell'"aperto". Allora è la mancanza di questa apertura che non si può non percepire.
Fuorivista è rinata per inserirsi nell'assenza di passione, di discussione, di interesse, per parlare del cinema che è stato fatto, di quello ancora da fare e da vedere. 
Ci inseriamo come parola critica ed evocatrice di immagini che rivendicano un significato laddove la proliferazione delle immagini travolge i valori di ogni immagine possibile e ne rende inarticolato il senso. Ci inseriamo come presenza critica in ciò che continuerà a chiamarsi cinema a dispetto di tutte le mutazioni prevedibili e non. Crediamo che l'unico aspetto irriducibile è la sua essenza di spettacolo pubblico e di arte che trova la sua forza attraverso la sua volgarizzazione. 
Mentre le città, i centri storici, si fanno luoghi deserti di cinema (e di teatri) abbiamo la presunzione - ma in realtà è solo passione, qualcosa che non si può non fare, di aprire spazi di discussione sul cinema. 


Fino all'ultimo respiro di Jean-Luc Godard

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permalink | inviato da fabio_matteuzzi il 11/1/2009 alle 22:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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